Parte II- Capitolo II : 1 - La ragione del capitolo precedente : la distinzione di quanto sopra


 

La  ragione  del  capitolo  precedente

 

La  distinzione  di  quanto  sopra

 

        È quanto meno opportuna se non necessaria (come detto), in quanto, si perdoni la battuta ma accade: quando capita di parlare di con persone (anche “esperte”), non sempre questi “contadini” sono contadini. Si chiede venia per la battuta ma è un fatto... il quale si verifica più comunemente all’inizio della conversazione: il pronome soggetto è contadino ma il complemeto, viene confuso con contenuti, mansioni, funzioni che non gli sono (quanto meno) proprie. Si usa il vocabolo contadino ma il contenuto della locuzione, o il significato, o il senso, sono riferiti a ruoli o categorie altre. Soprattutto se si tiene conto che non solo i contadini ma tutta la popolazione in passato pensava, parlava, operava, ecc. in dialetto... e l’uso della lingua creava difficoltà ulteriore. Considerato questo diverso intendere del significato della parola contadino, che da decenni si verifica nei contatti di chi scrive con le persone (stessa esperienza per il Broccoli); per evitare equivoci, si terranno separati i contadini non solo dalle altre categorie sociali delle popolazioni della terra, ma anche da: a) – contadini che si trovano in bibliografia, in iconografia, in archivi (che pos-sono passare come abitatori del contado); nei musei di diversi generi; contadini intesi nei concetti di certi “esperti”; contadini delle istituzioni; ecc. che si definiranno contadini da biblioteca. Ma si terranno separati anche da altri “contadini”: b) – quelli veri, che la parola contadino la portano scritta sulla propria pelle... e non sono gli stessi sopra descritti! Non foss’altro perché collocati in un contesto che non è il loro: la biblioteca. E biblioteca> si materializzano quando vengono messi in letteratura... magari alta. In questi casi, sicuramene, non si parla dei contadini della memoria, né degli ex ancora esistenti.

 

 


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